9_La banda degli onesti_Pain de Sucre

Se sali su per il ‘Grande’ e sei uno scalatore devi essere cieco per non buttare l’occhio sulla Tour du Fou e il Pain de Sucre. Un sacco di pietra a 10 minuti dalla strada ma non si vede nessuno appeso. Mistero. Cerchi informazioni, niente. Poche dritte, nessuna certezza e quindi un po’ di gloria verticale ce la giochiamo. A dire il vero, quando sei alla base, e di certo non sei stanco dopo 20 minuti di avvicinamento, una qualche perplessità te la senti arrivare. Un grande caos minerale con strati orizzontali, verticali, sovrapposti e incollati si alternano a porzioni di Quarzite magnifica. Un po’ di Apuane in salsa Svizzera.

A dire il vero qualche traccia di passaggi recente l’abbiamo ritrovata; 6 o 7 monotiri molto ben attrezzati esistono su alcune porzioni di bella roccia ma in alto dove osano le aquile, e questa non è una metafora, niente.

Quindi si va, e si ‘sguscia’ un itinerario per certo un po’ alternativo perché si sviluppa su rocce che raramente si incontrano, perché la scelta di non attrezzarlo integralmente lascia passare il vento dell’Avventura e perché l’ambiente e i colori e le forme di questi minerali sono speciali. La Via è bella? Difficile rispondere ma se siete curiosi di certo intrigante lo è. A noi sono piaciute e molto le ore passate a bruciare punte di trapano, a ripulire fessurine invase da Mirtilli maledetti, per piazzarci quale Micro, a prenderci vagonate di freddo quando il sole spariva da questa stagione calda e globale e un po’ ammalata.

Il nome è stato ‘preso in prestito’ da una pellicola di Toto’ del ’56 e il cast fu: il saggio Rocco Perrone; il poco saggio Mario Ogliengo; il curioso Gianpaolo Ducly; la Guest Star Simone Corrias.

Pain de Sucre – Anticima 2750 m – Parete ENE

ACCESSO

Risalire la Valle del Gran San Bernardo fino a Montagna Baou, pochi minuti prima del Colle. Dal parcheggio tornare indietro lungo la strada per pochi minuti e in corrispondenza di una curva verso sx risalire la comba a S della Tour des Fous puntando all’evidente parete (ometti).

La via si trova pochi metri a dx della sommità di un evidente conoide di roccia giallastra. 20-30’ dal parcheggio.

ITINERARIO

L1: superare alcune placche, cui segue una sezione più ripida con roccia un po’ delicata, poi facilmente in sosta. 25 m, 5c, 5 spit.

L2: superare in leggera diagonale verso sx la bella placca, poi direttamente alla sosta. 6a, 30 m, 5 spit.

L3: puntare a un vago diedro a sx, che si risale fino a una sezione più compatta, dove si trova l’unico spit, da superare lungo una fessurina. 6a+, 25 m, 1 spit.

L4: Direttamente sopra la sosta per un sistema di fessure superficiali, cui segue una bella lama atletica non difficile e poi ancora passaggi tecnici fino in sosta. 6a, 30 m, 4 spit.

L5: seguire vaghe fessure e una bella placca su roccia molto compatta. 5c, 30 m, 4 spit.

L6: raggiungere e superare un diedro articolato verso sx, oltrepassare un vago spigolo e per placche e fessurine guadagnare la sosta. 6a, 30 m, 4 spit.

L7: Direttamente per placche a dx dell’evidente grande diedro, con qualche rara fessura. 5c, 30 m, 4 spit.

L8: Continuare per placche delicate con chiodatura distanziata, alcune provvidenziali fessure consentono di posizionare qualche buon friend. 6a, 25 m, 3 spit.

L9: proseguire su roccia più articolata lungo la faccia destra del grande diedro, fino al termine delle difficoltà. 5b, 30 m, 1 spit.

Discesa: in doppia lungo la via. In alternativa a piedi, risalendo in breve su pietraie verso il torrione sommitale del Pain de Sucre, che si contorna sulla dx, fino a reperire le tracce di sentiero della via normale. Da qui scendere facilmente fino a Montagna Baou (1h15’ circa).

DETTAGLI

Difficoltà: 6a+, 6a obbl.

Sviluppo: 250 m

Esposizione: ENE

Quota base: 2470 m

Quota cima: 2700 m

Materiale: corda singola da 70 m o due mezze corde da 60 m, una serie di friends da #0.1 a #2 BD, nuts piccoli, fettucce per le soste (spit inox con anello non collegati), rinvii, casco.

In posto: 31 spit inox f 10 mm + le soste.

NOTE

La parete dove si svolge la via è costituita da quarzite quasi sempre di ottima qualità. La conformazione della stessa propone una dominante di placche, fessure superficiali e qualche diedro. L’arrampicata è quasi sempre tecnica e solo raramente presenta passaggi atletici. Su tutta la via la chiodatura è essenziale, gli spit sono stati posizionati dove non è possibile proteggersi adeguatamente con protezioni veloci. Per questo motivo è richiesta sicurezza sui gradi indicati e dimestichezza nell’uso delle protezioni veloci o per indicare la direzione. Su questa parete, nel periodo in cui essa è frequentabile, il sole arriva molto presto e dura fino verso metà giornata.