Angelo Bozzetti

Guida della Valpelline (brevetto 1963), nato ad Aosta il 14/11/1933.

Ciò che scrissero di lui:

“Tre febbraio 1967. In tutta la Valle d’Aosta non c’è amante della montagna che non abbia il cuorepieno di tristezza, che non pianga in silenzio. Angelo Bozzetti, una delle migliori guide della Regione è tragicamente perito dopo aver dato all’alpinismo italiano una delle più significative vittorie nella conquista delle più difficili pareti delle Alpi. Angelo Bozzetti è caduto nella discesa, lungo la via normale dell’Aiguille Noire de Peutérey, dopo aver effettuato, in cordata con il portatore Pramotton, la prima ascensione invernale della via Ratti-Vitali sulla parete ovest. Uno degli ultimi estremamente difficili problemi del Bianco è stato risolto; ma quale, quanto alto e duro il prezzo!

A chi ha avuto la fortuna di conoscere Angelo Bozzetti rimane inconcepibile che egli possa esserecaduto là dove la montagna era più facile, tante era la prudenza, la tecnica, la sicurezza, il gran mestiere di cui era capace nel superare con il suo inconfondibile stile – in cui intelligenza, coraggio e forza si fondevano armonicamente – i passaggi più difficili, impegnativi, temerari.

Nato ad Aosta, 34 anni fa, era vissuto sui monti fin da giovinetto. Ragazzino, in estate si recava con le mandrie sugli alti pascoli che lasciava solo ai primi freddi. Questa sua semplice attività infantile fu certamente il primo passo verso quell’amore per le montagne cui avrebbe dato la vita. Più tardi, quando prese occupazione in città, il ricordo del gran silenzio e della pace che regnano in quei luoghi lo fece alpinista, lo spinse a vivere sulle montagne tutte le ore libere dal lavoro. Amici compagni di officina, altri alpinisti della Valle lo vollero compagno di cordata, lo ammirarono scalatore eccezionale. Prestò servizio militare presso il 4° Alpini di Aosta e fu prescelto per la Scuola di roccia delle Alpi Orientali dove affinò sotto la guida di esperti istruttori la sua già sicura tecnica di arrampicata. I grandi colossi delle Alpi di casa sua lo avevano però sempre affascinato, lo spinsero irresistibilmente a realizzare i sogni di belle scalate in ambienti grandiosi dove la sua intelligenza e la forza del suo fisico potevano esprimersi compiutamente. Si sposò e fu marito e padre felice di una bella bambina.

Fra i tanti alpinisti che conosceva ebbe un carissimo amico, la guida Piero Rosset, che considerò come un fratello e che gli fu compagno in molte difficili ascensioni. La giovialità del suo esprimersi anche se fatto di poche parole, l’altruismo e la generosità che lo contraddistinguevano, lo portavano ad avvicinarsi ad altre persone appassionate e capaci al suo pari, ma non gli facevano trascurare i meno esperti, li aiutava a scoprire materialmente e spiritualmente i segreti e le gioie dell’alpinismo. I fatti lo convinsero poi che avrebbe potuto mettere a disposizione di altri la tecnica e la vasta esperienza acquisita in diversi anni d intensa attività, e divenne Guida. Affabile e spensierato era sempre uno dei primi ad intonare nei rifugi e nei bivacchi i canti della montagna che rasserenano l’animo e invitano alle vette. Era modesto, di una modestia che è molto difficile trovare ai giorni nostri anche fra gli alpinisti: non si gloriava mai delle sue ardue imprese, non parlava dei suoi arditi progetti. Era rimasto semplice e sincero come il ragazzo che un tempo custodiva le mandrie sui monti della sua Valle. Fra questi monti, con il cuore pieno di tristezza, noi lo ricordiamo, sorridente e felice in testa alle nostre cordate.”

La Sezione CAI di Aosta (RM anno 88 N4)

Principali ascensioni:

Cresta sud dell’Aiguille Noire de Peutérey (2volte)

Parete ovest dell’Aiguille Noire de Peutérey + I° invernale via Ratti – Vitali

Est del Grand Capucin (spigolo Bonatti-Ghigo)

Petit Capucin, via Gervasutti

Sud del Dente del Gigante

Monte Bianco, via Major

Aiguille du Midi, via Rébuffat

Pic Adolphe Rey, via Salluard

Pic Adolphe Rey, direttissima parete sud-ovest (via nuova)

Triangolo Nero dell’Emilius (via nuova)

Dôme de Tzan, via Spataro (via nuova)

Ciarforon, via diretta nord-ovest (via nuova solitaria)

Vierge de l’Aroletta, parete est-nord-est (via nuova)

Punta Charrey (Aroletta), spigolo est (via nuova)

Sperone Croz sulla Nord delle Grandes Jorasses

Cervino – Monte Rosa – Polluce – Grivola – Grand Combin – Gran Paradiso – Mont Vélan – Tête

du Rutor – Mont Gelé – Tour Ronde – Punta Innominata

Cresta nord-est dell’Emilius + cresta nord-est della Becca di Nona (prime uscite solitarie)

Per ricordarlo:

… e forse per sentirlo ancora in mezzo a loro, i suoi amici e veri amanti della montagna organizzano una gara di sci-alpinismo a coppie, competizione che prese il suo nome. Il comitato “Trofeo Angelo Bozzetti”, coadiuvato nell’organizzazione dalla Società Guide della Valpelline e dallo Sci Club locale, riesce a qualificare la competizione in campo nazionale ed internazionale. Il Trofeo si svolge, nella Valpelline, dal 1971 al 2007 (dal 1999 il trofeo è anche in ricordo della guida alpina E. Bionaz). Sul deplian, a conclusione delle note sul profilo di Angelo, si legge “La sua prematura scomparsa continua a suscitare profonda commozione e accorato rimpianto. Coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di averlo compagno di cordata non dimenticheranno la sua bravura, la sua vivacità di spirito, la sua lealtà, la sua generosità, il suo entusiasmo per la montagna e per la vita.

Nel 1975 il consiglio degli istruttori della Scuola di Sci Alpinismo della sezione CAI di Aosta decide di intitolare la scuola alla memoria di Angelo, “che tanto si era prodigato per la diffusione dell’alpinismo dello sci-alpinismo tra i soci della sezione”. (così si legge sul sito CAI VdA).

Nella mostra allestita per i festeggiamenti dei 50 anni della fondazione della “Società Guide della Valpelline” (società che aveva accettato la sua domanda di ammissione – Angelo non era residente in Valpelline – tra i portatori già nella stessa assemblea costitutiva della Società.) viene esposto anche un pannello in suo ricordo il cui titolo è “La bravura e la modestia”.

Alla sua memoria sono state dedicate:

  • la “Punta Bozzetti2.985mc – ardito e cospicuo spuntone situato sulla cresta SSE del Bec Noir, nella Costiera dell’Aroletta (Valpelline Vda);
  • la “Via Bozzetti”, via nuova sulla parete ovest dell’Anticima Nord della Busazza nel gruppo del Civetta (Dolomiti), aperta nei giorni 12 e 13 Luglio ’68 da Armando Aste (guida alpina di Rovereto) e Josve Aiazzi.(membro del Club Alpino Accademico Italiano)

Grazie al ricordo mai affievolito, alle numerose manifestazioni di affetto, alla generosità di tutti coloro che si sono prodigati affinché rimanesse memoria dell’amico Angelo, più volte ricordato dalle guide alpine, dai clienti di diverse nazionalità, dagli amici, dagli alpini, dai conoscenti, da tutti coloro che lo hanno amato, egli vive nel cuore dei suoi cari assieme alle sue montagne.

Angelo cadde tragicamente il 3/2/1967 in discesa dall’Aiguille Noire de Peutérey, dopo aver vinto in prima invernale la parete Ovest lungo la via Ratti – Vitali.

Vedi anche Angelo Bozzetti: una breve vita dedicata alla montagna e Trofeo Angelo Bozzetti