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Premiazione del Concorso di Chiodatura 2018

Domenica 14 Ottobre, la Maison du Goût di Cogne, ha ospitato la Festa di Premiazione del Concorso di Chiodatura 2018, un Concorso per il quale è possibile candidarsi presentando, su tutto il territorio della Valle d’Aosta, un itinerario di arrampicata sportiva attrezzato. Alla fine, in base a diversi criteri di valutazione decisi da una Commissione, verrà premiato l’itinerario migliore.

La Classifica del Concorso 2018

1° posto per le falesie

Gruppo UCR (Andy, Celesia Marco, Poletti Luca e Simone, Zilli Stefano, Marchioro Morgan e Giotto Luigi)- Vie attrezzate in Loc. Vollein nel Comune di Quart disposte su tre settori: 

  1. Piccolo Olimpo (4 itinerari)
  2. Settore Soleil (18 itinerari)
  3. Settore Bushido (8 itinerari)

2° posto per la via lunga

Edoardo Saccaro

3° posto a parimerito

Roger Bovard e Gilles Plat

1° posto per l’abbigliamento “Old Syle”

Luca Ferraris e Hiro Gerard

Foto

Il nuovo progetto “Piccolo Dente del Gigante”

Il Piccolo Dente del Gigante

E’ stata da poco attrezzata una nuova via rispetto a quella che porta al Dente del Gigante: è stata chiamata “Piccolo Dente del Gigante”, infatti è facilmente accessibile anche a tutti coloro che hanno una minima esperienza per ciò che riguarda la montagna.

Dalla Funivia Sky Way del Monte Bianco si scende sul ghiacciaio e si prosegue verso il Dente del Gigante; per arrivare al Piccolo Dente del Gigante seguire la fune di colore bianco. Il tracciato ha una lunghezza di 130m ed è realizzato con una fune di canapone uguale a quella utilizzata per tracciare la via che porta al Monte Bianco. Utili friend.

Per ulteriori info: platandrea64@gmail.com

Premiazione Concorso di Chiodatura 2018

Premiazione Concorso di Chiodatura 2018

Domenica 14 ottobre, Loc. Lillaz di Cogne presso La Maison du Goût

Anche quest’anno è stato organizzato un Concorso per il quale tutti coloro che abbiano attrezzato un nuovo itinerario di arrampicata su tutto il territorio della Valle d’Aosta possono inviarlo alla mail platandrea64@gmail.com e presentarlo sul sito Gulliver.it.

In conclusione del periodo utile alla presentazione degli itinerari ( 8 Ottobre 2018), Domenica 14 Ottobre a partire dalle ore 11 presso La Maison du Goût Café di Cogne, in Loc Lillaz, verrà premiato l’itinerario di arrampicata sportiva giudicato il più significativo in base ad alcuni criteri come la qualità della roccia, del lavoro, del materiale o la motivazione per cui è stata attrezzata la via.

Per l’occasione tutti coloro che partecipano alla premiazione sono invitati a presentarsi in tenuta “climber old style”: un premio verrà riservato per l'”old style”con l’abbigliamento da scalatore più carino e simpatico !

Sono invitati coloro che hanno partecipato al Concorso ma anche chi vuole passare una domenica divertente facendo un salto nel passato !!

Vi aspettiamo numerosi….

Concorso di Chiodatura 2018

-GARA DI ARRAMPICATA A VALGRISENCHE

Valgrisenche, teatro della Gara di Arrampicata dopo 30 anni dal Primo Campionato Interregionale di Arrampicata Sportiva che si è svolto sulla stessa parete.

Domenica 2 Settembre si è svolta la Gara di arrampicata organizzata dal Comune e dalla Proloco di Valgrisenche in collaborazione con moltissimi sponsor che hanno voluto contribuire alla realizzazione dell’evento quali la Ditta Plat Andrea, Grivel, Dockrock, il Negozio di sport Baroli, Skyway, GMH helicopter e senza dimenticare l’appoggio delle piccole attività presenti sul territorio di Valgrisenche come Il Bistrot La Luge, Il Rifugio Chalet de l’Epée, l’Hotel Perret, il Bar Ristorante Dortoir Le Vieux Quartier, Il Rifugio degli Angeli, l’Hotel Foyer Montagne, La Maison Bovard, il Bar de l’Aiguille, Robbiano, La Maison des Myrtilles, il Rifugio Bezzi, Les Tisserands, il B&B Lo Souvenir.

La competizione ha accolto una trentina di iscritti provenienti dalla Valle d’Aosta ma molti anche dal Piemonte, che si sono sfidati su dieci itinerari di difficoltà dal 6b al 8a. Il tracciatore e vincitore della stessa gara svolta tenta anni fa, Alberto Gnerro, ha voluto inserire anche itinerari più facili per dare la possibilità di partecipare anche a chi ha un livello più basso. Gli itinerari di gara sono divisi su tre settori: il Settore Gare Nuove con Melamangio a colazione 6b, Finale Femminile 7a e Spigolo 7b, il Settore Revers, con Diablo, Puissanche e Brillo e il Settore Gare con Eldorado 8a, Donne lunghe 7a, Disfatta e Tiramisù 7a. E’ in quest’ultimo Settore che si è svolta anche la finale, che ha visto sfidarsi 10 tra i concorrenti che hanno raggiunto maggior punteggio nelle qualifiche.

Come prima edizione di questo evento gli organizzatori possono dirsi soddisfatti sia in termini di partecipanti, sia per il loro livello, che hanno così permesso agli spettatori di assistere a delle vere sfide. Infatti, anche se tra gli iscritti vi erano anche molti ragazzini il livello degli atleti si è dimostrato particolarmente alto: citiamo in particolare Carena Davide, il più giovane che si è qualificato alle finali, poi Mingolla Federica, la vincitrice della categoria femminile, i fratelli Zanone, Marco e Andrea, e Bombardi Marcello, del Centro Sportivo esercito, che si è aggiudicato il primo premio maschile.

L’iniziativa è nata con l’idea di valorizzare l’arrampicata sportiva, in particolare si è pensato di valorizzare gli itinerari presenti nella zona di Valgrisenche, luogo molto ambito dagli scalatori ma che con il tempo, dall’88 precisamente, non è più stato teatro di competizioni. Si è pensato dunque di rilanciare la pratica dell’arrampicata sportiva nella Valle con lo scopo di far conoscere anche altri itinerari presenti, come la Parete dei Tortonesi, attrezzata l’anno scorso con materiale innovativo. In occasione della manifestazione infatti, si è proposto ai bambini di provare a scalare sulla Parete, posta a 15 minuti dalla Parete delle Gare su cui si è svolta la finale di gara. La Parete dei Tortonesi è accessibile con comodo sentiero ed è facilmente accessibile anche ai principianti.

E stata una giornata di sport e divertimento grazie anche allo stand de Les Bières du Grand St. Bernard con la sua fornita buvette che ci ha permesso, tra il tifo di un concorrente e l’altro, di prenderci una pausa.

Di seguito alcune foto della manifestazione….

Vedi l’articolo di Alberto Gnerro su Planetmountain.com: Mingolla e Bombardi vincono la Gara di arrampicata a Valgrisenche

– GARA DI ARRAMPICATA 2 Settembre 2018

Gara di Arrampicata 2 settembre 2018

A 30 anni dal Primo Campionato Interregionale di Arrampicata Sportiva che si è svolto il 13 e il 14 Agosto 1988, Andrea Plat, in collaborazione con la Proloco e il Comune di Valgrisenche, organizza una gara di difficoltà su roccia presso la storica parete delle gare di Valgrisenche, con itinerari sia a vista che lavorati. Le iscrizioni dovranno pervenire tramite mail platandrea64@gmail.com , il costo sarà di 20€ da versare sul posto, fino alle 9:30 del 2 settembre 2018. Sono previsti premi per i primi tre classificati per la categoria maschile e per quella femminile e ulteriori premi a sorteggio tra i partecipanti.

Inoltre, con lo scopo di promuovere la passione per l’arrampicata anche ai più piccoli, durante la manifestazione ci saranno alcune Guide Alpine di Valgrisenche che accompagneranno gratuitamente i bambini nella falesia dei Tortonesi, un itinerario recentemente attrezzato da Andrea, raggiungibile in 15 min. con un comodo sentiero. Per i bambini, tutto il materiale necessario verrà messo a disposizione dalle guide.

In occasione della Gara di arrampicata viene consentita l’attendamento nella zona fino a metà paravalanghe compresi i prati alla base delle falesie: sarà possibile installare tende a partire dalle ore 22.00 di venerdì 31 Agosto fino alle ore 22.00 di domenica 2 Settembre 2018.
IL REGOLAMENTO

La parete della gara sarà chiusa agli utenti a partire dai 10 giorni precedenti l’evento: non sarà quindi possibile provare gli itinerari.

I settori “Gare vecchie”, “Muro nero” e “Chejen” saranno accessibili e utilizzabili anche come isolamento e riscaldamento per tutta la durata della gara.

Obbligatorio:

– Firmare la presa di responsabilità totale della pratica della scalata su roccia (atto dell’iscrizione)

– Usare il casco durante tutte le prove

– Avere il materiale personale

Qualificazioni e concetto di <<qualifica diffusa>>

Vie di qualifica:

Settore Revers: El Diablo 7c, Puissance Assorbée 8a, Brillo 8a+

Settore Gare: Finale 7c, Eldorado 7c, Donne Longhe 7a, Disfatta dei Salassi 7b, Tiramisù 6c

Gare Nuove: Spigolo 7b+, T-hard 7a, Melamangio a colazione 7a

Ogni itinerario completato ha un valore di 1000 punti i quali verranno suddivisi in base al numero di persone che riesce a completarlo. Andranno in finale i primi dieci concorrenti con il numero maggiore di punti accumulati.

N.B Non verranno consegnati i pettorali: gli scalatori verranno chiamati per nome (siamo persone fisiche, non numeri!)

Finali

A termine delle qualifiche (indicativamente ore 17.00) prenderà avvio la finale. La via di finale sarà da scalare totalmente a vista su un itinerario vincolato da bordi (N.B toccare o uscire dai bordi comporterà la squalifica immediata); il tempo per percorrerla sarà deciso dal tracciatore durante le qualifiche. Le finali saranno  distinte: una per la categoria femminile e una per quella maschile.

A seguire le premiazioni…

Durante la manifestazione sarà a disposizione uno stand con buvette e panini allestito grazie a “Les Bières du Grand St. Bernard“.

Luogo della Gara: Palestra di arrampicata Le Gare-Loc. La Bethaz Valgrisenche

Vedi gli Articoli su Planetmountain.com

Gara di arrampicata su roccia a Valgrisenche a 30 anni dalla prima gara in Valle d’Aosta

Gara di arrampicata su roccia a Valgrisenche: Moreno Dalle Mole tra passato e presente dell’arrampicata in Valle

Gara di arrampicata su roccia a Valgrisenche: Il punto del tracciatore Alberto Gnerro

 

– “RUN TO CLIMB” SABATO 11 AGOSTO 2018 – VALGRISENCHE

… Run To Climb … !!!! 

 

Il prossimo Sabato 11 Agosto il bar/tavola calda La Luge di Valgrisenche organizza, in collaborazione con la Ditta Plat Andrea, una gara a staffetta, non competitiva, di corsa e arrampicata sportiva. Le coppie dovranno iscriversi, versando un contributo di 5€ a coppia, entro le ore 12.00 di Sabato 11 Agosto presso il Bistrot La Luge (Fraz Chez Carral, alla partenza della seggiovia).

 

 

 

Ore 14.30 pronti….partenza….viaa !!!!!

 

 

 

Vi aspettiamo a Valgrisenche per una giornata in compagnia..

 

Ulteriori informazioni Run to Climb

Per info 320 2232529 Bistrot La Luge

REGOLAMENTO GARA

LA CLASSIFICA 


N.B. La gara si è svolta singolarmente e non a staffetta, tutti i concorrenti hanno percorso sia la parte di gara della corsa sia la parte dell’arrampicata cimentandosi in tutte e tre le Vie di difficoltà sulla Parete dei Tortonesi.

GALLERIA FOTO

Grazie per la collaborazione, Moreno!

Moreno Dalle Mole, proprietario della Tabaccheria Mn di La Thuile, ha contribuito ad arricchire una parte della storia dell’arrampicata sportiva della Valle d’Aosta che  noi abbiamo pubblicato su questo sito.

Di seguito un collage di articoli tratti dalle “Riviste Alp” e dalla “Rivista della Montagna” che Moreno ha collezionato in questi anni…

 

L’Intervista di Andrea Plat su “La Rivista della Montagna” Ed. Marzo 1991

1991

24 anni, giovanissimo, ma già da tempo uomo di punta dell’arrampicata valdostana, Andrea Plat è stato uno degli artefici del “New Deal” delle rocce della Vallée. Con lui ripercorriamo gli “anni ruggenti” dell’evoluzione sportiva all’ombra del Monte Bianco. 

Andrea, quando ha avuto inizio l’arrampicata sportiva in Valle d’Aosta? Si mormora che sia nata per merito tuo….

E’ stato grazie a Corrado Framarin che ho iniziato ad arrampicare. E’ lui che mi ha iniziato all’arrampicata, quando io avevo circa 14 anni mi portava in giro a provare pareti. Allora i climber avevano a disposizione solo le placche di Arnad. Ernesto Lomasti, che sicuramente aveva lasciato il segno nell’ambiente degli arrampicatori valdostani, era morto tre anni prima.

Insomma, in quegli anni il clima non doveva essere dei più ottimistici…

E’ vero, ma sulle rocce della Vallée, proprio in quel periodo, qualcuno cominciava a fare cose particolari, diverse e più difficili del solito: parlo di Guido Azalea e soprattutto di Corrado Framarin. Poco tempo dopo, Andrea Gallo chiodava e saliva vie come Transea, 7a, che hanno rappresentato un po’ l’impulso alla ricerca delle difficoltà.

E Luca Ferraris, l’altro pioniere dell’arrampicata sportiva in Valle?

Luca arrampicava a Courmayeur, io ad Aosta. Ci siamo conosciuti alcuni anni più tardi, dopo il suo incidente al Capucin. Intorno all’82, per quanto ne so, lui aveva già percorso vie di 7a, credo sulla parete di Entrelevie.

Nell’ambiente delle Guide Alpine c’era già qualcuno in grado di muoversi su quelle stesse difficoltà?

Penso di no. Un paio di anni dopo, comunque, è arrivato Framarin e poi, successivamente, molti altri. Oggi la situazione è diversa: in pratica quasi tutti i più bravi hanno conseguito il brevetto di guida alpina.

Continuiamo la nostra storia.

Certo. In alta Valle, per assistere a dei veri cambiamenti, abbiamo dovuto attendere il 1984. Ricordo che allora Hans Marguerettaz attrezzata Missione Speciale, 7b, mentre alcuni biellesi- Nello Longo e Pierre Zanone- chiodavano e salivano tiri difficili ad Arnad: Dimensione Magica, 7a, e Mister Magoo, In quel periodo (sembra di parlare di un secolo fa anche se sono passati solo sei anni), i loro obiettivi ci sembravano per lo meno strani. Noi si arrampicava tranquilli, loro cercavano già il grado più alto, le vie dure.

E il confronto con gli altri che risultati ha prodotto su di voi?

Col tempo abbiamo capito che quella era una strada molto stimolante, e così sono arrivate le nostre prime creazioni: Coca Cola Kid, 7c+, Hanpy Danphy, 7c+. Però il primo 8a lo ha formato Stefano Finocchi con Vampirella. Nell’88 è stata la volta di Jerico, 8a+, mentre ultimamente alcuni nuovi settori hanno visto l’apertura di vie intorno all’8b.

Come vede il suo futuro Andrea Plat?

Be’, prima di tutto vorrei terminare i “corsi guida” e affrontare correttamente la professione. E poi mi piacerebbe continuare ad arrampicare. Insomma, non ho nessuna intenzione di tralasciare l’arrampicata sportiva, che resta una delle mie motivazioni principali di vita.

Concorso di Chiodatura 2018

E’ partita la seconda edizione del “Concorso di Chiodatura e Elaborazione degli itinerari di arrampicata e valorizzazione del territorio VdA”.

A partire dal 14 Maggio 2018 tutti coloro che, appassionati di arrampicata sportiva, abbiano attrezzato un nuovo itinerario sul territorio valdostano, possono presentarlo alla guida alpina Plat Andrea via e-mail (platandrea64@gmail.come caricarlo sul sito Gulliver.it. Verrà premiato il lavoro che riceve maggior punteggio, il quale verrà valutato in base a vari parametri come la qualità della roccia, del lavoro, del materiale, della motivazione e in base all’assenza di rischi oggettivi.

Chi invece non l’avesse ancora fatto, avrà tempo fino al prossimo 8 Ottobre 2018 per attrezzare un nuovo itinerario e candidarsi.

Il Primo premio consiste in una Corda da 9x60m, 12 rinvii.

Partecipate numerosi !!!!

Di seguito la locandina con maggiori dettagli sull’evento

Concorso chiodatura 2018

Vallée Blanche: appunti storici del fuoripista. Di Ruggero Pellin – Società Guide Alpine Courmayeur

La grande storia dello sci fuoripista nella magnifica Vallée Blanche sul Mont Blanc raccontata da Ruggero Pellin già presidente della Società Guide Alpine di Courmayeur e memoria storica del Monte Bianco.

L’attività scialpinistica, nella prima metà del Novecento, era prerogativa di una ristretta élite di sciatori, che praticavano lo sci fuoripista in funzione dell’attività alpinistica. Tra le Guide Alpine erano pochi i soggetti che praticavano questa specialità: per ricordarne alcuni, potremmo citare i nomi dei fratelli Osvaldo e Arturo Ottoz, Albino Pennard, Fabiano Brocherel, Francesco Thomasset, Francis Salluard, Ottone Bron, che svolsero l’attività di Guide Sciatori dagli anni 1930 sino al 1950-1960. Naturalmente l’attività svolta si concentrava su lunghe escursioni concernenti la risalita di pendii nevosi con itinerari variegati immersi nella natura. Tra i primi appassionati clienti dobbiamo ricordare i coniugi Bertolin, autori tra l’altro di una completa monografia concernente le più interessanti discese in fuoripista nel circondario di Courmayeur.

Sino al 1952, a Courmayeur, non erano in funzione gli impianti di risalita, esisteva solo lo “slittone” (1946), che da Dolonne trasportava la clientela ai piani dello Chécrouit. È facile capire che l’attività sciatoria fosse praticata solamente da una élite munita di buona formazione alpinistica e sufficiente preparazione atletica. Le principali escursioni prevedevano la salita al Colle Checrouit, con discesa in Val Veny, la traversata dal Col Sapin e della Testa Bernarda e il Giro della Pyramides Calcaires. I più preparati effettuavano delle escursioni al Mont Dolent, al Monte Bianco e alla Mer de Glace con discesa su Chamonix; il Rientro di Courmayeur si effettuava via Modane e Torino tramite ferrovia.

La traversata della Vallée Blanche non era certamente tra le mete più ambite! L’entrata in servizio del collegamento funiviario della “Liaison”, tra Punta Helbronner e l’Aiguille du midi (1957), risolve il problema del rientro dalla Francia su Courmayeur e aumenta notevolmente l‘afflusso degli amanti dello sci fuori pista nella zona del Rifugio Torino; le discese dalla Mer de Glace, sul versante francese, e dal Ghiacciaio del Toula, sul versante italiano, riscuotono immediato successo. Si tenga presente che negli anni Sessanta la Vallée Blanche, e in genere lo sci fuori pista si praticavano nel periodo primaverile con manto nevoso trasformato (Firm). L’attrezzatura, molto spartana, non ci consentiva di affrontare pendii ricoperti di neve crostosa o troppo spessa. Il più grande specialista in neve fresca era la Guida Luigi Glarey: era veramente un piacere vederlo sciare, soprattutto tenendo conto che utilizzava sci da pista, stretti e lunghi due metri. Le discese dei canaloni dei “Marbre” e dei canali di Dolonne erano solo un sogno!

Agli inizi degli anni Sessanta, la Guida Toni Gobbi, organizzò le settimane di sci alpinismo: suo valido collaboratore fu la Guida Renato Petigax. Tra le varie gite in programma vi era anche la “Haute Route” Chamonix-Zermatt. La partenza avveniva da Courmayeur, con la discesa nella Vallée Blanche. Le settimane magistralmente dirette da Toni Gobbi ebbero grande successo nel decennio successivo. Toni Gobbi perirà travolto dal cedimento di una placca a vento, al Sasso Piatto in Valgardena il 18 Marzo 1970.

L’attività sciatoria in Vallée Blanche iniziava nel mese di marzo e coincideva con la messa in funzione della tratta funiviaria Aiguille du Midi-Punta Helbronner, meglio conosciuta come “La Liaison”. Tale tratto permetteva un rapido rientro da Chamonix a Courmayeur agli sciatori reduci dalla “Vallée Blanche”. Le discese sul ghiacciaio del “Toula” o della “Vallée Blanche” si effettuavano da marzo fino ai primi di giugno e le guide più operose riuscivano a fare tra le otto-dieci discese nel corso della stagione; alcune guide, con dei clienti particolarmente preparati riuscivano a fare in una giornata “Toula” e “Vallée Blanche”.

Nel mese di giugno dell’anno 1961, conseguito il brevetto per esercitare la professione, venni ammesso nei ranghi della Società Guide Alpine di Courmayeur. La primavera successiva ebbi modo di cimentarmi con le prime discese della Vallée Blanche e di conseguenza frequentare varie Guide Alpine che esercitavano tale attività. Vale la pena ricordare il nome di alcuni protagonisti dell’epoca: Brunod Ulisse, Glarey Luigi, Thomasset François, Ollier Attilio, Petigax Renato, Grivel Walter, Clavel Ottone. Per quanto concerne le Guide francesi ricordo con piacere i nomi di: Jean Marescà, i Fratelli Bournet, Gerard Devuassoux, Christian Mollier, Roger Simond, Alain Carton, Dedé Contamine, Roger Ravanel. Erano tutti colleghi che già conoscevo durante la stagione estiva, quindi incontrarsi in un contesto invernale così bello e spensierato era sempre un piacere e non era raro scambiarci la borraccia alla “salle à manger”.

Il tracciato della Vallée Blanche, negli anni Sessanta, prevedeva la partenza da Punta Helbronner per poi raggiungere, nella zona chiamata “La Beudière”, la traccia che proveniva dall’Aiguille du Midi. Con buone condizioni, nella parte alta del Ghiacciaio, si poteva evitare di passare dal Colle del Flambeaux e, contornando la base della Vierge, dal versante orientale, raggiungere la traccia dei francesi alla “jonction”, prima della seraccata del Requin. Superata quest’ultima ci si fermava alla “salle à manger”. La fermata aveva un duplice scopo: fare riposare i clienti e godere delle bellezze del luogo, mentre per la Guida era l’occasione di incontro, benedetto da un sostanzioso spuntino e qualche rinfrescante bevuta. Inevitabilmente anche i clienti partecipavano! Terminato il piccolo intervallo si procedeva verso il fondo della Vallée, passando per lo “Chalet du Chapeau” situato sul lato destro orografico della Mer de Glace. Da ricordare la traversata in uscita dal Ghiacciaio, abbastanza pericolosa per le scariche di sassi, non per niente la zona è conosciuta come “Le Mauvais pas”. Raggiunto il villaggio di Lavancher si proseguiva con il taxi fino a Chamonix.

Da ricordare le allegre tavolate all’Hotel “Suisse et Hollande” accolti dall’immancabile “Blanc de Savoie” del proprietario, la Guida Alpina Camille Tournier. Naturalmente il pranzo era a carico dei clienti poiché in quei tempi il regolamento delle Guide prevedeva che il trasporto con i mezzi meccanici e i pasti della Guida fossero a carico dei clienti. Terminato il pranzo, sci a spalle, si raggiungeva la stazione della fiunivia dell’Aiguille du Midi per rientrare a casa.

Cosa ricordare di quelle prime gite avventurose? Sicuramente la grande amicizia e l’atmosfera cordiale che ci univa ai nostri clienti. Le discese fatte senza la preoccupazione di doversi districare dal grande affollamento che ci assilla di questi tempi. La filosofia del lavoro era “non forziamo gli eventi”: se c’è la nebbia o le condizioni non sono buone c’è sempre il ristorante “da Armandina” o “La Brenva” che ci possono soddisfare con una gustosa insalata di carne cruda!

Purtroppo lo sci su ghiacciaio comporta dei pericoli nell’attraversare zone carpacciate e alle volte anche i professionisti cadono nei tranelli nascosti del manto nevoso. È doveroso ricordare che: Ottone Bron perì in un crepaccio nei pressi della Vierge, Louis Lachrnal nelle vicinanze del Gros Rognon, Roger Simond venne travolto da un seracco nei pressi del Rifugio del Requin. Brunod Ulisse non ci lasciò in Vallée Blanche ma rimase vittima di un infarto mentre era in macchina nei pressi della Plaud e stava rientrando dalla Vallée Blanche. Ulisse era un amante della Vallée Blanche e cercava sempre di essere il primo a farla dal versante di Coumayeur. Era molto conosciuto nell’ambiente delle Guide di Chamonix ed era unito da una grande amicizia con “Père Luc Tournier” (fratello di Camille Tournier). Una volta rientrò dalla Vallée Blanche con un piccolo agnellino nel sacco, dono del suo amico Luc: non vi dico le facce stralunate dei clienti!

Non tutti gli amanti della Vallée Blanche potevano permettersi di assoldare una guida che li accompagnasse, infatti molti di loro stazionavano a Punta Helbronner in attesa di potersi accordare innocentemente a qualche gruppo condotto da una guida. Questo succedeva soprattutto quando le condizioni meteo non erano delle migliori, oppure una nevicata notturna avesse cancellato le tracce del giorno precedente. Noi guide non volevamo fare la traccia per quelli improvvisati sci alpinisti così perdevamo volutamente del tempo al bar, in attesa che qualcuno si decidesse ad uscire e coraggiosamente iniziare la discesa. Si verificava così uno strano affollamento a Punta Helbronner e chi ci guadagnava era il gestore del bar.

Verso la fine degli anni Sessanta, viene variato il punto di uscita del Ghiacciaio (quello dalla parte del Chapeau presentava delle importanti fenditure tali da renderlo impraticabile) e ci orienta verso la sinistra orografica della Mer de Glace, passando per i Rocher du Mottet e proseguendo lungo un comodo tracciato che porta direttamente alla pista dei “Planard”. Quando la parte bassa era scarsamente innevata, per non dover procedere con gli sci in spalla, i più provetti scendevano nel “Canalone dell’Ortarz”.

Negli anni Ottanta, vista la scarsità delle precipitazioni nevose con conseguente minor rischio di valanghe che potevano interessare il tracciato della Cremagliera del Montanvers”, ci si orienta decisamente per un tracciato che porta direttamente alla stazione della Cremagliera passando dalle “echelle” e la Vire des Guides. Attualmente è in funzione una cabinovia che dal Ghiaccio raggiunge la stazione. L’apertura del Traforo del Monte Bianco (1964), con conseguente facilitazione delle comunicazioni tra Chamonix e Courmayeur, e in ciò, notevolmente, anche sul nostro lavoro in Vallée Blanche.

Il lavoro era sempre incentrato sul fine settimana ma la clientela era per lo più composta dagli Sci Club cittadini e non era raro contare trenta-quaranta pullman alla partenza della Palud. Poiché non esistevano normative precise, succedeva spesso che una Guida avesse venti o trenta clienti nella sua comitiva. All’epoca si poteva fare poiché la legge imponeva alla guida la sola responsabilità dell’individuazione del percorso, mentre il comportamento individuale dei partecipanti era di responsabilità del capo gita. (Con la Legge Regionale del 1973 vengono stabilite norme precise sul numero di partecipanti per gruppo).

Vista con gli occhi odierni, la situazione in quell’epoca era abbastanza precaria, se non caotica! Eppure, nonostante la grande massa di clienti, non si verificano incidenti di notevole importanza. Certamente erano finiti i bei pranzi con i singoli clienti e le notevoli bevute di birra al Bar del Parking di Chamonix. Arrivati ai “Planard” trovavamo i pullman degli sci club che erano venuti ad attenderci e si rientrava direttamente su Courmayeur. I meno contenti erano i bar e i ristoranti della zona! In mancanza di mezzi privati ci organizzavamo il rientro con i taxi locali o con il servizio di linea che era stato instaurato tra Chamonix e Courmayeur. Nel corso di quegli anni la discesa della Vallée Blanche riscosse sempre più successo, e ogni fine settimana le guide erano totalmente impegnate. Il lavoro di prenotazioni all’ufficio funzionava a pieno ritmo e molte volte si deve usufruire del supporto di guide esterne alla società. Alcune delle guide più attive riuscivano a fare anche più di venti discese alla stagione.

Gli inizi degli anni Settanta vedono una rivoluzione totale nel mondo dello sci: cambiano i materiali di abbigliamento. Gli scarponi vengono prodotti con materiali termo espansi e gli sci sono studiati con sciancrature e solette adatte alle neve più soffici (noi in Vallée Blanche scendevamo con gli sci da pista: stretti e lunghi più di due metri!) Tuttavia, la più grande rivoluzione avviene con il cambio di mentalità nell’approccio al modo di sciare soprattutto nel mondo del fuoripista. Non si aspetta più che il manto nevoso sia assestato e trasformato: la neve profonda non è più un ostacolo, anzi, certi pendii vengono solcati in maniera sempre più avventurosa. Ci si fida di più della pala e dell’Artva che del buon senso. È iniziata l’era del consumo! Purtroppo dobbiamo assistere alle prime assurdità, figlie di un’immaturità civile. I gendarmi del P.G.H.M sono dovuti intervenire per sbrogliare delle situazioni caotiche nei pressi dei seracchi del Requin, per non parlare di quando dovettero intervenire arrestando due coniugi inglesi che trasportavano, trascinandola, una scatola di scarponi con dentro il loro figlioletto di tre anni!

La società civile sta cambiando e la pubblicità ci descrive il mondo alpino con immagini da sogno e così la Vallée Blanche viene trasformata in un mondo gioioso che attrae migliaia di sciatori. Non li chiamo più “sci alpinisti” perché lo spirito iniziale che ci aveva condotto in quel mondo privilegiato non esiste più. La discesa della Vallée Blanche non può essere ricordata solo da qualche “selfie”!

Con l’arrivo a Courmayeur delle agenzie turistiche aumenta il numero dei clienti e nuove emozioni debbono essere offerte a questa variegata clientela. Un nuovo approccio al mondo della montagna si profila nell’orizzonte e allora largo ai giovani con l’augurio di Buon Lavoro!

di Ruggero Pellin – Società Guide Alpine di Courmayeur

info per la discesa con gli sci della Vallé Blanche: www.guidecourmayeur.com